sabato 5 novembre 2016

L'ABC del giardiniere incolto - B come: Bulbi

Torna dopo quasi un anno, la rubrica "L'ABC del giardiniere in-colto!".


Anche se è passato davvero molto tempo, in realtà non ho mai abbandonato il progetto di continuare questa sorta di alfabeto a tema giardinicolo… anzi, ora che il giardino si appresta ad andare in riposo, posso dedicarmici più spesso.
Anche perchè mi diverto come un pazzo a creare le piccole animazioni che illustrano i post.
Quindi, tra un post sui miei 25mq, uno di viaggi ed altro ancora, ogni tanto ne apparirà uno relativo a questa rubrica.
Dopo quello sugli Afidi e quello sull'Annaffiatura, è arrivato il momento di parlare di:
Bulbi!


Si tratta di "cipollotti" che hanno lo scopo di immagazzinare al loro interno, alla base delle foglie, tutte le energie necessarie alla loro sopravvivenza durante il periodo di dormienza per poi germogliare nel periodo di fioritura.


Preziosissime nei miei 25mq ed in tanti, tantissimi giardini, consentono di coltivare in pochissimo spazio diversi fiori, che alternandosi lasciano, od occupano, lo spazio a disposizione.
Ma ciò che più interessa al giardiniere incolto è che a differenza di molte  altre specie vegetali, quelle che nascono da un bulbo, sono decisamente tra le più facili in assoluto!
Niente semine, poche cure e facile moltiplicazione!
Ma come è composto un bulbo?
Come detto prima, il bulbo altro non è che un organo destinato ad accumulare, grazie alle foglie, le riserve necessarie alle successive fioriture, infatti tutti i bulbi sono piante perenni.
Grazie a quella sorta di "riserva" contenuta all'interno di queste paffute sfere miracolose, ogni anno spunta, dalla gemma posizionata all'apice, tutto l'apparato fogliare e, successivamente, il fiore.
Ma quando piantarli?
Ovviamente, Madre natura, ha (fortunatamente) pensato di distribuire la fioritura delle diverse varietà durante tutte le stagioni.
Per esempio eccone alcuni a fioritura primaverile:
narcisi, tulipani, giacinti, crocus, muscari, anemoni, fresie e tanti altri ancora.


In estate non si possono non menzionare i gladioli, ma ci sono anche l'agapanto, l'allium per citarne alcuni.


In autunno le nerine e i ciclamini, la tricyrtis e la sterubergia (una sorta di croco giallo).


E per finire in inverno la Scilla, alcune varietà di crocus e alcuni narcisi precoci.


Quindi, a seconda della stagione di fioritura, sarà bene piantarli a tempo debito.
Ad esempio quelli che fioriscono in primavera vanno interrati nel periodo che va da ottobre a inizio dicembre.
Questo perché il bulbo avrà il tempo necessario di sviluppare le radici e di "sentire il freddo", stimolando così la fioritura appena iniziano a salire le temperature.
Altra storia per quelli a fioritura estiva, molto sensibili alle basse temperature, che vanno messi a dimora non prima di marzo!
Come piantarli?
Innanzi tutto va scelta la zona del giardino. Quasi tutti i bulbi prediligono un'esposizione soleggiata o semi-soleggiata. Una volta individuato il luogo non resta che scavare!
Ovviamente bisogna considerare la dimensione sia del bulbo che l'altezza del futuro fiore per decidere la profondità. Una regola molto semplice dice di considerare il doppio della grandezza del bulbo.
Ad esempio quello di un muscaro che ha la dimensione di 1 cm, andrà sotterrato di pochi centimetri dalla superficie, mentre quello del gladiolo, un pò più grande, ad una profondità di 10-15 cm.
Per la distanza tra loro non esiste una vera e propria regola: tutto sta all'effetto che si vuole ottenere.
State poi attenti a posizionarli con la gemma rivolta verso l'alto!
Probabilmente un bulbo rovesciato riesce comunque a raggiungere la superficie ed a fiorire, ma per farlo in queste circostanze deve sprecare molte più energie…


Piccole accortezze: NON concimare.
Questo perché il letame potrebbe provocarne la decomposizione.
Anche annaffiature abbondanti e terreni troppo argillosi sono da evitare: potrebbero provocarne il marciume e la conseguente perdita.
Altra cosa da evitare… Togliere le foglie dopo la fioritura (se proprio non resistete, limitatevi a quelle secche).
Da giardiniere in-colto devo ammettere di averlo fatto. Nella mia ignoranza, ho pensato che una volta fiorito, le foglie avrebbero rubato energie al bulbo!
SBA-GLI-A-TO!
Sono proprio loro che nutrono il bulbo, garantendo la fioritura dell'anno successivo.
Infatti a dimostrazione di questa cosa, l'anno dopo il bulbo "debilitato" ha prodotto solo foglie e del fiore nemmeno l'ombra!
Come si moltiplicano?
Lo fanno attraverso la formazione dei bulbilli, che altro non sono che nuovi piccoli bulbi.
Per evitare un sovraffollamento, sarebbe bene ogni 2 o 3 anni dissotterrare i bulbi e staccare i bulbilli da quest'ultimi per piantarli in altre zone del giardino, garantendo loro così il giusto spazio per potersi sviluppare.
Ma chi non ha un giardino deve rinunciare a coltivarli?
Assolutamente no! Possono essere benissimo sotterrati in un vaso, e, con piccole accortezze, possono anche essere ingannati!
No, non sto delirando. Sto parlando della forzatura.
Per chi è impaziente come il sottoscritto, oppure vuole semplicemente avere un poco di primavera in casa durante l'arco della brutta stagione, esiste la possibilità di indurre i bulbi a fiorire.


Ricordate cosa ho detto prima? "Per fiorire i bulbi primaverili hanno bisogno di sentire il freddo". Li accontentiamo subito facendo trascorrere loro qualche settimana all'interno di un sacchetto scuro in uno scomparto del frigorifero dove la temperatura si aggira intorno ai 4°. Dopo di che non resta che estrarli e porli in ambiente luminoso e riscaldato.
Praticamente abbiamo "illuso" i bulbi di aver passato l'inverno al freddo, e simulato l'arrivo della primavera con il caldo e la luce! Non resta che annaffiarli regolarmente ed i fiori sbocceranno in breve tempo!

domenica 30 ottobre 2016

Sri Lanka - quinta tappa: Uppuveli

Salutata la famiglia che nei giorni scorsi mi ha ospitato calorosamente a Dambulla, e fatte le ultime coccole al pigro gatto Minzy, è giunta l'ora di prendere un'altro bus.
Non che mi mancasse… ma stavolta, dopo tanta storia, arte e cultura, è giunto finalmente il momento di passare qualche giorno in totale relax, quindi ci risalgo più che volentieri.
La scelta, tra le tante bellissime spiagge di questo Paese, è finita su Uppuveli.


Situata a pochi km dalla città di Trincomalee sulla costa nord-est, è giustamente considerata una delle più belle spiagge dello Sri Lanka.
Come ho già accennato nel primo post queste zone sono state letteralmente tartassate prima dalla guerra per un lungo periodo e poi dallo tsunami nel 2004. Nonostante tutto, questi terribili e tristi episodi, sembrano ormai solo un lontano ricordo, ma il pensiero a questi fatti viene comunque spontaneo.
Ma tornando a cose meno tristi…
Appena arrivato tempo di depositare il pesante zaino e mi precipito in spiaggia. Il tempo è incerto e decido di passare un pò di tempo in un grazioso locale sulla spiaggia pieno di turisti da ogni parte del mondo.
Dal soppalco, sostenuto da alcune palme, osservo la spiaggia bevendo un ottimo frullato, dopo le solite infinite ore passate sul bus, mi rilasso un pò.


Ma poi… ecco: piove! La spiaggia per oggi è off limits!
Visto che è praticamente sera, non rimane che tornare in stanza a fare una doccia e andare a cena.
Anche se Uppuveli è una meta gettonata dai turisti, fortunatamente è ancora poco sviluppata, ma trovare del cibo è veramente facile!
Mi reco in un posto molto rustico dove per pochi spicci, si gusta un ottimo riso al curry con diverse pietanze di accompagnamento, il tutto a buffet.
Da bravo italiano, torno al locale sulla spiaggia per bermi, dopo giorni, un espresso (tra l'altro molto buono).
Il giorno dopo, finalmente mi incammino sulla spiaggia, è davvero molto bella: palme, sabbia chiara e fine, barche sulla battigia, insomma un angolo paradiso!





Alcuin pescatori aggiustano le loro reti.


Mi sistemo all'ombra di una pianta dalle bellissime foglie a cuore.


Le persone più vicine sono ad almeno un centinaio di metri.
Scorgo per pochi attimi un coloratissimo martin pescatore, giusto il tempo di una foto e già non c'è più.


Poi si avvicina scodinzolante lui:


Qui apro una piccola parentesi. Fino ad ora ho parlato e mostrato parecchi animali, ma una delle presenze più numerose è quella dei cani randagi. Sono davvero ovunque: in città, lungo le strade, in spiaggia, nei siti archeologici, ecc.
Come potete immaginare le loro condizioni sono spesso disastrose. Alcuni visibilmente malati, altri privi di arti…
Qui sembrano stare meglio che da altre parti, ma con più di 30°, sicuramente sarà assetato.
Gli verso un pò d'acqua in una ciotola che prosciuga velocemente. Si fa fare qualche carezza e poi si allontana.
La giornata scorre tranquillamente tra un bagno e un sonnellino. Verso sera  ritorno, sempre sulla spiaggia, verso l'albergo, quando noto una piccola folla.


Avvicinandomi mi rendo conto che si tratta dei pescatori incontrati alla mattina, di ritorno da una giornata di lavoro.
Eccoli mentre smistano il pesce in alcune ceste.



Ovviamente non possono mancare alcuni animali, come gli opportunisti corvi che saltellano ovunque alla ricerca di qualcosa da ingurgitare.


Anche i cani non mancano…


Poi la gente si disperde, e corvi e cani pure.
I pescatori mettono in secca l'imbarcazione.


Tornato in hotel, rifaccio più o meno le stesse cose della sera precedente.
Se la spiaggia di Uppuveli è bella, quella di Nilaveli (pochi km più a nord) è stupenda! Così tante persone mi hanno detto, e anche le guide turistiche riportano questa cosa.
Il giorno successivo quindi ci vado, il tempo non è il massimo, ma non mi faccio scoraggiare.
Con il solito tuk tuk, in pochi minuti arrivo a Nilaveli, dove vengo lasciato in un tratto di spiaggia sovraffollato all'inverosimile.
Qui un bagnino su di una torretta, veglia sui bagnanti locali.
Io ovviamente mi rifiuto di stare qui: se volevo fare il bagno con migliaia di persone, non facevo un viaggio simile!
Inizio ad incamminarmi, il tempo regge ma il cielo è grigio ed il mare mosso. La ressa di bagnanti urlante, si allontana passo dopo passo. Ora si inizia a ragionare. Osservo meglio questa lunghissima spiaggia, palme, sabbia bianca, mare e nient'altro. Peccato per il tempo, in una giornata di sole sarebbe stato tutto diverso, ma se devo essere sincero, sono un pò deluso, e, tirando le somme, preferisco di gran lunga Uppuveli!
Comunque ormai sono qui, cerco un angolino in cui sistemarmi e… appaiono delle mucche!


Che situazione assurda. Mai viste in vita mia della mucche in spiaggia. Oltretutto che si atteggiano da modelle.


Dopo questo diversivo, mi sdraio, ma la giornata è davvero brutta! Arriva l'ennesimo cane. Come al solito gli dò da bere. Più spavaldo di altri si avvicina, gioca e si fa fare le coccole, poi si siede al mio fianco con lo sguardo rivolto all'oceano.

Dopo un pò mi incammino, domani, purtroppo, devo salutare questo fantastico posto, il viaggio prosegue…

sabato 22 ottobre 2016

Sri Lanka - quarta tappa: Polonnaruwa


Anche oggi levataccia.
Non che sia un problema, come ho già detto, la vita notturna in Sri Lanka è praticamente inesistente, quindi si va a letto presto (sfiniti) e ci si rialza altrettanto presto.
Dopo un'altra abbondante colazione e le coccole al gatto Minzy, ormai divenute di routine quotidiana da quando soggiorno a Dambulla, il ragazzo della guest house chiede se possiamo partire.
Anche oggi lo spostamento verrà fatto con il tuk-tuk, ma stavolta l'autista sarà appunto il "molto premuroso" figlio della proprietaria.
Si parte, la distanza da percorrere per raggiungere Polonnaruwa, è maggiore rispetto a Sigiriya, infatti i km sono quasi 60, ma grazie alla calda giornata, "sfrecciare" sul tuk-tuk  aperto sui 2 lati è un piacere.
Arrivati a Giritale si fa una breve sosta lungo le sponde del lago, dove si erge maestosa una bellissima statua del Buddha.


Poco più avanti ci fermiamo nei pressi di un piccolo fiumiciattolo, dove un ragazzo sfama dei grossi varani.
Ingenuamente ho pensato lo facesse per una qualche ragione e noncurante ho scattato pure qualche foto.



Poi sento che si lamenta con il ragazzo che ci ha portato lì e capisco che si aspettava dei soldi.
Non per taccagneria, ma non gli lascio nulla! Per prima cosa non ho chiesto io di fermarmi lì, ma è stata una decisione del mio autista, poi, ad essere sincero, sono contrario all'utilizzo degli ignari animali che vengono sfruttati per fare soldi.
Chiusa questa triste parentesi percorriamo i pochi km rimasti per arrivare a Polonnaruwa.
In comune con gli altri luoghi che ho visitato da quando sono arrivato qui ha molto: anch'essa è patrimonio dell'umanità dell'UNESCO ed è stata Capitale (precisamente dal 1070 fino al 1284).
Ma a differenza di Sigirya, che, pur essendo stupenda e "di impatto", non ha molti edifici da vedere, Polonnaruwa è uno dei siti archeologici meglio conservati di tutto lo Sri Lanka. E di rovine ne ha davvero molte!
Oltretutto è davvero  molto estesa, tanto che per girarla è necessario l'utilizzo di un'auto o di un tuk-tuk. In alternativa è possibile visitare l'antica città in bicicletta, noleggiandola, ma ci vorrebbero comunque almeno un paio di giorni per vederla bene ed oltretutto oggi il sole e la temperatura sono davvero molto forti...
Non sto ovviamente ad elencare i numerosi templi visitati: mi ci vorrebbero molti post!
Quindi mi limito ad una carrellata di immagini del sito.













Anche qui ovviamente faccio i miei soliti incontri con le simpatiche scimmiette.
Alcune posano con le guardie del sito.


Questo cucciolo in particolare è stato molto tempo a farsi fotografare incuriosito.


Anche qualche fiore non può mancare: come quelli della Plumeria,


ed altri lasciati in offerta.



Poi incontro loro: sempre scimmie, ma diverse dalle solite.


Il musetto è nero, un ciuffo di peli ritti sopra gli occhi fa sembrare che portino un berretto in testa e sono leggermente più grandi. E dalla postura, sembrano pure quasi umane…
Poi arrivo alle tre statue che sono un pò il simbolo di Polonnaruwa, 3 enormi Buddha che formano un maestoso trittico tutto scavato in un unico monolite di roccia.




Rappresentano appunto Buddha in tre classiche posizioni: seduto in meditazione, in piedi e sdraiato mentre morente raggiunge il Nirvana.
Quest'ultima è davvero mastodontica: ben 13 metri di lunghezza!
Un ultima tappa ad un dei templi più belli del sito,




per poi prendere la strada del ritorno verso Dambulla.
Strada facendo l'autista propone un'altra sosta.
Dopo l'esperienza del varano della mattina non so cosa aspettarmi.
Ma mi fido e faccio bene!
Lasciamo il tuk-tuk a bordo della strada e ci incamminiamo nella fitta vegetazione.
Poi quest'ultima si dirada, gli spazi si fanno ampli ed aperti.
Una recinzione elettrificata ostruisce il passaggio: siamo ai limiti di uno dei tanti e bellissimi parchi naturali dello Sri Lanka.
Dice di fare silenzio. Poi indica in lontananza. Un grande elefante pascola tranquillamente. E' lontano ma l'emozione di vederne uno finalmente libero è tanta.


PS: chissà se Lolle nel suo commento allo scorso post si riferiva ai 3 Buddha di Polonnaruwa...
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